Cosa c’è nel lavoro in collina che ti fa stare bene

Molte delle persone che ci vengono a trovare in cantina ci “pregano” di assumerle. Ma non stanno cercando lavoro né stavano pensando di volerlo cambiare.

«Mi manca la natura...» È il pensiero che ci condividono più spesso quando ci sediamo a bere un calice insieme, magari verso sera, quando il cielo sembra dirci “per oggi hai fatto abbastanza”. 

Il lavoro in collina ha il suo perché. Una delle prime cose che avverti è la libertà. Lontano dall’ufficio o dal caos cittadino rischi di sentirti libero di fare ciò che desideri, senza persone attorno a giudicarti. 

L’aria è più pulita e, se lo cerchi, trovi il silenzio. Il momento più rumoroso dell’anno è forse durante la vendemmia, quando siamo tutti sul pezzo, dalla mattina alla sera, sabato e domenica compresi. Ma per il resto è più facile sentire la ghiaia del piazzale scricchiolare sotto i tuoi passi che una macchina con il motore acceso.

“È facile riconoscere il silenzio, anche nelle giornate più rumorose.”

Quando si spostano dalla città alla campagna, molte persone migliorano subito l’umore. Grazie alla lontananza dal caos? Più perché si riconnettono con la loro natura, che poi è quella di tutti: il verde, il cielo azzurro, l’aria pura, il sole sulla pelle.

In collina può capitare di camminare senza incontrare gente per chilometri, su e giù per le strade dove a volte la carreggiata è sufficiente per una sola auto. Hai presente quei saliscendi sconfinati della Toscana a perdita d’occhio? Ecco, ci sono anche in Friuli, forse un po’ più verdi.   

Sudare mentre stai lavorando la terra può rigenerarti quanto una giornata in una spa. Stiamo parlando della fatica, quella buona, priva di stress, che ti possono dare mani, braccia, schiena e gambe sempre all’opera. Non c’è tapis roulant o lat machine che tengano. Alla sera ti senti stanco, ma felice. Provare per credere.

Qui alleni la pazienza. Devi attendere che il frutto del tuo lavoro arrivi a maturazione. Puoi osservare e meravigliarti di come ci arriva, ma una volta che hai fatto il tuo, devi solo aspettare.

“Ti godi l’attesa, mentre osservi con attenzione la maturazione del frutto.”

E poi ci sono gli animali selvatici. È facile che una lepre ti attraversi la strada di giorno o che uno scoiattolo scenda furtivo da un albero. Per chi trascorre ore davanti al pc, la gioia che possono dare questi piccoli incontri può essere tanta.

Però coltivare la vite in collina significa soprattutto dare, dare sempre e, forse, ricevere. Significa stare lì per molte ore, spesso ben oltre le canoniche otto richieste dalla maggior parte degli impieghi. La natura manda avanti le cose secondo le sue leggi, in barba alle aspettative per i raccolti o per le annate. Ci sono momenti complicati anche in collina, decisioni da prendere e cose da organizzare per tempo.

Eppure molte persone farebbero carte false per sporcarsi le mani con la terra. 

Forse perché quando sei in collina il ritmo del cuore si sincronizza con quello della natura; forse perché il benessere di ognuno di noi dipende da quanto rispettiamo noi stessi; o forse perché qui hai il tempo per capire quanta distanza hai messo tra te e la gioia di sentirti vivo.

Maman
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